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COS'E LA BRACHITERAPIA
PERMANENTE
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La Brachiterapia permanente (BT) e' una forma di radioterapia
in cui delle piccole capsule ("semi") contenenti sorgenti radioattive
(Palladio 103/Pd-103 o Iodio 125/I-125) vengono impiantate nella
prostata sotto guida ecografica. Si tratta di una procedura
minimamente invasiva che si completa in un'unica seduta operatoria
della durata di circa 90 minuti.
Ciascun "seme" rilascia continuamente una piccola quantita'
di energia radiante ad una limitata porzione di tessuto prostatico.
Il "ristretto" raggio di azione di ciascun seme e la assoluta
precisione con cui viene eseguito l' impianto consentono,
rispetto alla radioterapia a fasci esterni, di non danneggiare
strutture adiacenti alla prostata quali il retto, la vescica
e l'uretra. Per contro, l' elevato numero di sorgenti impiantate
nella prostata (in media 80-100 per il Pd 103 e 70-90 per lo
I-125) consente di trattare il tumore con una dose di radiazioni
estremamente elevata (13.500 rad o 135 Gy per il Pd-103
e 14.500 rad o 145 Gy per lo I-125).
I "semi", essendo sorgenti radioattive, decadono in un tempo
caratteristico per ogni tipo di radioisotopo. Il Palladio (tempo
di dimezzamento -T1/2- di 17 giorni) rilascia
il 90% della sua energia iniziale in 2 mesi e perde tutta la
sua energia in 6 mesi, mentre per lo Iodio (tempo di dimezzamento
60 giorni) tali tempi aumentano a 6 mesi e 1 anno rispettivamente,
in seguito i "semi" resteranno per tutta la vita
inattivi, inerti nella prostata del paziente, che non avvertira'
minimamente la loro presenza.
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Caratteristiche fisiche delle sorgenti:
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I-125
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Pd-103
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Energia
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28 keV
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21 keV
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T1/2
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60 giorni
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17 giorni
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Rateo di Dose
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8 cGy/h
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24 cGy/h
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| Rateo di Dose: tempo
in cui la dose di radiazione viene rilasciata alla prostata
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| Protocolli terapeutici |
Monoterapia
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Combinata
(45 Gy EBRT + BT)
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I-125
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145 Gy
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110 Gy
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Pd-103
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135 Gy
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105 Gy
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BACK
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I PERCHE' DI UN RINNOVATO
INTERESSE E DI UN RECENTE, CRESCENTE SUCCESSO
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Tecnica di impianto a
mano libera eseguita attraverso una incisione chirurgica
addominale
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Radiografia della pelvi:
distribuzione disomogenea dei semi con la tecnica a mano
libera
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Infissione transperineale
di semi radioattivi nella prostata controllata mediante
ecografia transrettale
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Radiografia della pelvi:
regolare distribuzione spaziale dei semi
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Sino agli anni '70 gli impianti di sorgenti radioattive
nella prostata avvenivano attraverso una incisione chirurgica
addominale. I "semi"
venivano quindi inseriti "a mano libera" nella prostata,
ma la assoluta mancanza di precisione di questa tecnica condusse
a dei risultati insoddisfacenti. All'interno della ghiandola
prostatica, infattti, rimanevano delle
aree "fredde", prive di semi, che non ricevevano una
dose di radiazioni sufficiente a distruggere il cancro.
I deludenti risultati portarono pertanto ad un disinteresse
nei confronti di questa metodica.
Verso la fine degli anni '80 tutta una serie di nuove conoscenze
e di sofisticate tecnologie consentirono ad alcuni studiosi
del Nord America di standardizzare una innovativa e precisa
tecnica di impianto che non richiedeva alcuna incisione chirurgica:
-l'introduzione delle biopsie prostatiche ecoguidate e la affermazione
dell'antigene prostatico specifico (PSA) quale valido
test di screening per il tumore della prostata, condussero ad
una diagnosi dei tumori della prostata in stadi decisamente
piu' precoci e quindi meglio curabili rispetto al passato.
-nuove conoscenze si resero disponibili sulle caratteristiche
delle sostanze radioattive, quali il Pd-103 e lo I-125, utilizzabili
a scopo terapeutico.
-l'introduzione della ecografia transrettale, della
TAC e della Risonanza Magnetica consentirono di
studiare con precisione la morfologia della ghiandola.
-l'introduzione di software dedicati permise di studiare
la distribuzione delle sorgenti radioattive all'interno della
ghiandola (piani di trattamento).
-l'introduzione di software applicati alle apparecchiature
ecografiche consentirono di posizionare con assoluta precisione
gli aghi ed i " semi " nella prostata, conformemente al piano
di trattamento.
La moderna tecnica
di impianto prevede che le sorgenti radioattive
vengano rilasciate all' interno della prostata attraverso sottili
aghi introdotti sotto controllo ecografico attraverso la cute
del perineo (la zona fra ano e scroto). Ne risulta una
regolare disposizione spaziale dei "semi " e conseguentemente
il rilascio su tutta la ghiandola della dose di radiazione necessaria
per ottenere la morte delle cellule tumorali.
La pubblicazione dei risultati oncologici ottenuti nei pazienti
trattati con questa innovativa tecnica di impianto per carcinoma
localizzato della prostata, ha suscitato enorme interesse in
ambito scientifico: infatti le percentuali di cura (espresse
in termini di pazienti vivi e liberi da progressione biochimica
di malattia e cioe' senza risalita del PSA ) sulle prime
serie di pazienti trattati circa 12 anni fa, sono risultate
sovrapponibili a quelle ottenute con la chirurgia ( intervento
di prostatectomia radicale ) e superiori a quelle conseguite
con la radioterapia convenzionale a fasci esterni (comparazioni
retrospettive).
BACK
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INDICAZIONI ALLA BRACHITERAPIA
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Posizione ginecologica:
cosce flesse a 90 gradi sull'addome e divaricate in modo
simmetrico |
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Tracciato uroflussometrico
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La Brachiterapia (BT) puo' e deve essere proposta in alternativa
all'intervento chirurgico di prostatectomia radicale nei pazienti
affetti da adenocarcinoma prostatico clinicamente localizzato.
Ciascun paziente presenta caratteristiche cliniche, fisiche
e psicologiche che porteranno il medico a suggerire il trattamento
piu' idoneo (Brachiterapia, intervento chirurgico o altre forme
di trattamento del tumore prostatico).
La BT viene proposta come monoterapia nel tumore prostatico
localizzato, a basso rischio di avere diffusione extraprostatica;
nei pazienti a rischio intermedio o alto di avere una malattia
extraprostatica viene proposta in associazione alla radioterapia
esterna.
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Brachiterapia
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Brachiterapia + Radioterapia Esterna
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Stadio Clinico
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T1, T2a, (T2b)
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T2b, T2c
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PSA
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< 10 ng/ml
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10-20 ng/ml
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Somma di Gleason
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< 7
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= o > 7
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Esplorazione rettale
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Negativa
Nodulo (T2a)
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Nodulo (> T2a)
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Al di la' delle indicazioni squisitamente oncologiche, e' inoltre
indispensabile una accurata selezione dei pazienti, al fine
di ridurre al minimo il rischio di effetti collaterali e di
eventuali complicanze.
Controindicazioni
alla BT
Le dimensioni prostatiche, la presenza di una
sintomatologia ostruttiva urinaria e pregressi interventi sulla
prostata possono costituire una controindicazione al trattamento.
Non sono candidabili i pazienti con volume
ghiandolare prostatico < di 20cc e > di 60cc (stimato
in base alle dimensioni ecografiche). Qualora il peso della
ghiandola ecceda i 60cc e' possibile far precedere all'impianto
una terapia ormonale (3mesi) che andra' poi continuata per 3 mesi
dopo il trattamento; tale terapia porta ad una riduzione del volume
prostatico sino al 40%.
Precedenti interventi sulla prostata possono esporre
il paziente ad un rischio di incontinenza urinaria dopo l'impianto
e ciascun caso dovra' essere valutato singolarmente.
Una condizione di ostruzione al deflusso dell'
urina ( flusso massimo
urinario < 12 ml/s, residuo post minzione > 50 cc, punteggio
al questionario sintomatologico inerente la minzione IPSS
> 19) espone il paziente ad un aumentato rischio di ritenzione
urinaria dopo l' impianto.
L'impianto andra' sconsigliato ai pazienti affetti
da turbe psichiatriche e infine a quei pazienti che non possano
assumere durante l'impianto la posizione
" ginecologica" ad esempio per patologie dell' anca.
Indicazioni alla BT
La BT puo' essere proposta ai pazienti con peso
ghiandolare compreso tra 20 e 60 cc, flusso
massimo urinario > 12 ml/s, residuo post-minzione <
50 cc e punteggio al questionario sintomatologico inerente la
minzione IPSS <19.
L'impianto di sorgenti radioattive puo' essere
eseguito in anestesia generale o locoregionale o addirittura locale
e si conclude in meno di 90 minuti. E' un trattamento minimamente
invasivo, che non prevede alcuna incisione chirurgica; non puo'
determinare emorragie e non espone alle possibili complicanze
tromboemboliche segnalate per la chirurgia pelvica.
(vantaggi-svantaggi della BT)
La BT trovera' una indicazione elettiva, quindi,
in tutti quei pazienti portatori di patologie che sconsiglino
una prolungata anestesia generale o l'esposizione all'intervento
chirurgico per le sue intrinseche potenzialita' emorragiche e
predisponenti a fenomeni tromboembolici.
La BT puo' essere consigliata a quei pazienti
che desiderino preservare la potenza sessuale dopo il trattamento
(l'impotenza erigendi si verifica nel 20-30% dei pazienti sottoposti
a BT contro il 60 e piu' % dei pazienti sottoposti a prostatectomia
radicale) ed a quei pazienti che vogliano ridurre al minimo
i rischi di una incontinenza urinaria, eccezionale dopo BT.
Infine la BT puo' essere interessante per quei
pazienti che richiedano dopo il trattamento un rapido ritorno
alla normale vita socio-lavorativa , in considerazione del
fatto che la dimissione avviene il giorno successivo o addirittura
il giorno stesso dell' impianto, senza catetere vescicale.
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L'ITER DEL TRATTAMENTO
: PRIMA, DURANTE E DOPO L'IMPIANTO
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STUDIO VOLUMETRICO ECOGRAFICO
DELLA PROSTATA
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Posizione ginecologica:
cosce flesse a 90 gradi sull'addome e divaricate in modo
simmetrico
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Piano di trattamento-sezione
ecografica trasversale:
studio della distribuzione delle sorgenti radioattive
all'interno della ghiandola e calcolo della dosedi radiazione
rilasciata alla prostata ed alle strutture circostanti
(calcolo delle isodosi)
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Circa 3-4 settimane prima dell'impianto viene eseguita in
regime ambulatoriale una ecografia transrettale per la valutazione
accurata della morfologia e del volume della ghiandola prostatica;
questo studio serve per calcolare quante sorgenti radioattive
dovranno essere ordinate e successivamente impiantate nella ghiandola.
Il paziente viene fatto accomodare su un lettino in posizione
"ginecologica"; attraverso una sonda ecografica endorettale
vengono acquisite numerose immagini della prostata per ottenerne
una ricostruzione tridimensionale; questa verra' utilizzata dal
Radioterapista e dal Fisico Sanitario per determinare il numero
e la posizione dei semi radioattivi che dovranno successivamente
essere impiantati (stesura del piano
di trattamento).L'esame dura circa 30 minuti e non e' doloroso.
Alcuni Centri preferiscono comunque eseguire l'ecografia pre-operatoria
in anestesia per ottenere il massimo rilassamento da parte del
paziente.
Alcuni Centri suggeriscono di posizionare un catetere vescicale
per circa 10 minuti che consentira' durante l'ecografia pre-operatoria
di riconoscere esattamente il decorso dell'uretra e successivamente
di preservarla durante la stesura del piano di trattamento con
riduzione degli effetti collaterali post-impianto. In tal caso
alla dimissione potra' essere consigliato un disinfettante urinario.
Attualmente nel nostro Centro questa procedura e' stata
modificata: una semplice ma accurata valutazione del
volume della prostata consente infatti in pochi minuti
di stimare quante sorgenti radioattive devono essere ordinate;
la valutazione morfo-volumetrica della ghiandola, il riconoscimento
delle strutture da preservare e la stesura del piano di trattamento
verranno eseguite il giorno stesso dell'impianto, in tempo reale,
in sala operatoria. Tale procedura permette di effettuare
lo studio volumetrico con il catetere, senza arrecare disagio
al paziente e senza artefatti dovuti alla contrazione
della muscolatura pelvica, viene assicurata inoltre la perfetta
corrispondenza volumetrica tra piano di trattamento ed impianto.
Per contro si ha un allungamento della procedura di soli 15 minuti
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PREPARAZIONE ALL'IMPIANTO
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Prima del ricovero per l'impianto, il paziente viene sottoposto
ambulatorialmente ai routinari esami preoperatori (esami
del sangue, radiografia del torace, elettrocardiogramma) e
ad una visita anestesiologica per stabilire quale anestesia
sia piu' idonea.
L'inquadramento pre-operatorio puo' comprendere anche una
visita andrologica durante la quale viene valutata la fuzione
erettile del paziente (anamnesi, esame obiettivo, ecocolordoppler
penieno dinamico, rigidometria peniena notturna, compilazione
del questionario inerente la funzione erettile
IIEF-International Index of Erectile Function).
Nei giorni precedenti l'impianto viene consigliata una dieta
priva di scorie e l'astensione da bevande gasate.
Eventuali terapie anticoagulanti o antiaggreganti (Aspirina)
dovranno essere sospese o sostituite circa una settimana
prima dell'impianto previa accordo con i Medici del Reparto.
La sera prima e la mattina dell'impianto verranno eseguiti
clisteri rettali: una corretta preparazione intestinale
permette infatti di rimuovere i residui fecali dal retto e di
ottenere immagini ecografiche transrettali di migliore qualità.
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PROCEDURA DI IMPIANTO
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La sonda ecografica,
sorretta da un supporto dedicato, viene introdotta nel
retto
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Dimensioni delle sorgenti
radioattive
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Dispositivo di puntamento
per impianto ecoguidato
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Radiografia della pelvi:
area prostatica priva di sorgenti radioattive
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L'impianto viene eseguito in regime di day surgery o con
un ricovero di 2 giorni.
Viene eseguito in sala operatoria, in anestesia generale
o spinale o addirittura locale e dura in media meno di 90
minuti.
Il paziente viene posizionato sul lettino operatorio in
decubito "ginecologico". Una sonda
ecografica viene inserita nel retto per visualizzare la
ghiandola prostatica. Il catetere vescicale serve come repere
per visualizzare l'uretra e la base della vescica.
Mediante appositi, sottilissimi aghi, vengono quindi inseriti
una media di 80 -100 semi
radioattivi nella prostata, ciascuno lungo circa 5 mm
e spesso 0.8 mm. Tutta la procedura viene eseguita sterilmente.
Gli aghi vengono infissi attraverso la cute del perineo
(tra lo scroto e l'ano) e mediante l'apparato ecografico vengono
guidati all'interno del parenchima ghiandolare con precisione,
grazie ad una sorta di mirino (template)
applicato alla sonda ecografica. Tutta la procedura viene eseguita
sotto continuo monitoraggio ecografico e radiologico in accordo
con il piano di trattamento stilato dal Radioterapista e dal
Fisico Sanitario.
La accuratezza dell'impianto e' uno dei cardini del potenziale
successo terapeutico. Al termine della procedura si controlla
ecograficamente e radiologicamente che non siano rimaste aree
prostatiche "fredde", non adeguatamente trattate: in tal
caso possono essere impiantati dei "semi" aggiuntivi.
Una uretrocistoscopia viene eseguita al termine della procedura
per rimuovere eventuali "semi" dislocatisi in vescica
e/o in uretra. Si posiziona infine temporaneamente un catetere
vescicale che verra' rimosso dopo alcune ore nella camera
di degenza.
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DOPO L' IMPIANTO: Decorso, Norme Comportamentali
e Complicanze Precoci
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Controllo della qualita'
dell'impianto- TAC pelvica:
regolare distribuzione dei semi nella prostata
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Controllo della qualita'
dell'impianto:
ricostruzione 3D della distribuzione
dei semi nella prostata
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Al termine della procedura il paziente viene riportato nella
stanza di degenza.
Viene applicata una borsa del ghiaccio sotto lo scroto per ridurre
l'edema ("gonfiore") dovuto al passaggio degli aghi attraverso
il perineo. Vengono, inoltre, somministrati degli antibiotici
per prevenire possibili infezioni, degli antiinfiammatori-antidolorifici
e corticosteroidi a bassissimo dosaggio per contenere l'edema
della prostata. Nella maggior parte dei casi il catetere
vescicale viene rimosso gia' poche ore dopo l'impianto. I pazienti
trattati in anestesia spinale o locale potranno alimentarsi
la sera stessa.
In alcuni Centri i pazienti vengono dimessi il giorno stesso
dell' impianto.
Alla dimissione verra' impostata una terapia domiciliare
con antibiotici, antiinfiammatori e/o antidolorifici, e alfa
bloccanti (farmaci che migliorano il getto minzionale) per
un periodo variabile da individuo ad individuo.
Si consiglia di evitare una attivita' fisica intensa almeno
per i primi 2 giorni di convalescenza a casa; in seguito
il paziente sara' in grado di tornare rapidamente alle normali
attivita' della vita quotidiana.
Gli effetti collaterali generali delle radiazioni sono rari
e modesti dopo una BT, in quanto l'azione radioterapica e' circoscritta
ad un' area limitata del corpo; puo' verificarsi una modesta
stanchezza, ma generalmente non sono presenti disturbi piu'
marcati quali nausea, vomito, diarrea cronica.
Nei giorni successivi all'impianto e' possibile:
-osservare la comparsa di sangue nelle urine,
fenomeno che non richiede alcun trattamento specifico salvo
una adeguata assunzione di liquidi, e che si risolve spontaneamente
nell' arco di alcuni giorni;
-percepire anche temporaneamente una lieve
tensione sotto lo scroto, nella regione attraverso la quale
sono stati inseriti gli aghi utilizzati per il posizionamento
dei "semi";
-avvertire sintomi irritativi disurici quali
una minzione frequente o difficoltosa con riduzione del getto
urinario, urgenza minzionale, bruciori uretrali e minzionali
piu' o meno intensi;
-rilevare una sintomatologia rettale,
caratterizzata da bruciori anali e fastidio durante la defecazione:
generalmente piu' rara puo' essere controllata con l'ausilio
di clisteri medicati.
Tale sintomatologia puo' essere importante ed avere un
acme dopo circa 3 settimane dall' impianto con il Pd-103 e dopo
4-5 settimane dall'impianto con lo I-125, ma successivamente
tende gradualmente e spontaneamente a ridursi mano a mano che
i semi perdono la loro energia. Tali disturbi possono perdurare
in modo piu' o meno sfumato anche per 3-12 mesi dopo l'impianto,
ma possono essere alleviati con terapie specifiche (che
verranno consigliate singolarmente al paziente caso per caso)
e attenendosi ad alcune semplici norme comportamentali
(evitare alcoolici, caffeina, cibi speziati e piccanti e limitare
l'uso di bicicletta, cyclette e motocicli).
Circa il 10% dei pazienti puo' andare incontro ad una ritenzione
urinaria acuta, che comporta il temporaneo posizionamento di
un catetere vescicale o di una cistostomia sovrapubica.
Dopo l' impianto si puo' verificare eccezionalmente l'emissione
di "semi" con le urine, pertanto nei primi giorni e'consigliabile
urinare attraverso un filtro (un semplice colino); il paziente
dovra' contattare i medici del reparto per lo smaltimento della
sorgente radioattiva eventualmente espulsa.
I pazienti possono riprendere una normale attivita' sessuale
precocemente dopo la brachiterapia, salve le norme radioprotezionistiche
atte alla salvaguardia della salute della partner (limitare
l'esposizione della partner, a distanza di un metro, a meno
di 20 ore alla settimana nei primi mesi dopo l'impianto).
Nei primi rapporti il liquido seminale può apparire scuro:
questo aspetto temporaneo non deve generare alcuna preoccupazione,
essendo conseguente all'emissione di piccole quantita' di sangue
coagulato con lo sperma.
Solo eccezionalmente, nel corso dei primi rapporti, si possono
ritrovare dei semi nello sperma: per tale motivo e' indicato
l'utilizzo del preservativo nei primi mesi dopo l'impianto.
Infatti, superati i 2 mesi dall'infissione con sorgenti di Pd-103
e i 4 mesi con sorgenti di I-125, i semi eventualmente eiaculati
non sono piu' significativamente radioattivi a fini radioprotezionistici.
Circa un terzo dei pazienti riferisce inoltre nel periodo iniziale
bruciore o fastidio durante l' eiaculazione
Qualora si manifestasse un iniziale deficit erettile, potra'
essere indicato un temporaneo ciclo terapeutico riabilitativo
con Sildenafil (Viagra) o con Prostaglandine.
.E' comunque fondamentale sottolineare che, salvo i casi
eccezionali sopra descritti, ne' le urine ne' lo sperma del
paziente risultano in alcun modo radioattive.
Circa 3 settimane dopo l' impianto di sorgenti di Pd-103
e 4 settimane dopo l'impianto di sorgenti di I-125 verra' eseguita
una valutazione della qualita' dell' impianto, mediante
una TAC della pelvi
e/o una Risonanza
Magnetica; sulla base di tali immagini diagnostiche
viene ricostruito l'impianto realmente eseguito e controllata
la copertura dosimetrica (post-planning).
Qualora venga evidenziata una insufficiente qualita' dell'impianto,
il trattamento dovra' essere completato con il posizionamento
di ulteriori "semi" nelle aree scoperte, oppure con un ciclo
di radioterapia esterna.
Come per ogni procedura medica c'e' una probabilita', per quanto
limitata, che si verifichino complicanze a lungo termine o addirittua
permanenti.Queste possibilita' andranno discusse prima del trattamento
con i medici della equipe.
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COMPLICANZE TARDIVE
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Le complicanze tardive dopo BT sono estremamente rare.
- Complicanze urinarie
L' incontinenza urinaria e le fistole urinose interessano
meno dell'1% dei pazienti trattati, e possono comportare un
intervento chirurgico correttivo.
Il rischio di incontinenza urinaria e' maggiore nei pazienti
precedentemente sottoposti ad interventi disostruttivi sulla
prostata (TURP, Adenomectomia transvescicale).
Nei soggetti con prostate voluminose o con una marcata riduzione
del flusso urinario puo' verificarsi una condizione di ritenzione
urinaria che, se protratta nel tempo, potra' richiedere
un intervento disostruttivo endoscopico; tale intervento
dovra' essere differito di alcuni mesi per minimizzare i rischi
di una possibile incontinenza urinaria.
- Complicanze rettali
Le fistole rettali, che comportano un intervento chirurgico
correttivo, sono ancora piu' rare di quelle urinarie,
e si verificano in genere a distanza di 24-36 mesi dall'impianto.
Il rischio aumenta in quei pazienti trattati con associazione
di terapia (BT + Radioterapia Esterna).
- Complicanze sessuali
A distanza di tempo dall'impianto, molti pazienti notano
una diminuzione della quantita' del liquido seminale ed un diverso
colore dell'eiaculato.
E' noto dalla letteratura che alcuni pazienti conservano la
fertilita' senza conseguenze teratogene sulla progenie. Peraltro,
ai pazienti che desiderino avere dei figli, si consiglia di
eseguire dei depositi di sperma nelle apposite Banche del seme.
Complessivamente circa il 70 - 75 % dei pazienti mantiene
una potenza sessuale inalterata dopo la BT; L' impotenza
erigendi (deficit erettile) viene riferita da una percentuale
di pazienti che differisce a seconda della fascia di eta': si
va dal 10% (pazienti con eta' inferiore ai 60 anni) al 20% (60-70
anni), fino al 50% (pazienti con eta' superiore ai 70 anni);
il paziente potra' eventualmente beneficiare di un ciclo
di riabilitazione farmacologica per via orale (Viagra) o iniettiva
endocavernosa (Prostaglandine).
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SICUREZZA: PRECAUZIONI E NORME
COMPORTAMENTALI
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Fac-simile della scheda
plastificata con informazioni inerenti l'impianto effettuato
ed i numeri telefonici di emergenza
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I
pazienti sottoposti a Brachiterapia Permanente rappresentano
una fonte di irradiazione significativa solo a distanze inferiori
ad un metro.
Il paziente sottoposto a BT, solo per un periodo di 2 - 4
mesi dopo l'impianto rispettivamente con sorgenti di Pd-103
e I-125, deve osservare alcune norme di radioprotezione per
limitare l'esposizione dei propri familiari e della colletivita';
infatti in tale arco di tempo l'attivita' delle sorgenti impiantate
nella prostata va progressivamente riducendosi sino a livelli
radioprotezionistici non significativi. Successivamente il
paziente potra' riprendere le proprie abitudini senza adottare
alcuna cautela; i "semi" rimarranno nella prostata
per tutta la vita del paziente senza dare segno della loro presenza.
Vengono di seguito riportate le norme comportamentali radioprotezionistiche
per il paziente sottoposto a BT, suggerite dal Servizio di Fisica
Sanitaria dell'Istituto Scientifico H San Raffaele di Milano.
Per un periodo di 2 - 4 mesi dopo l'impianto, rispettivamente
con sorgenti di Pd-103 e I-125, il paziente dovra'
osservare le norme di seguito riportate:
Frequentazione di persone con eta' maggiore
di anni 18 (escluse donne in gravidanza)
Durante le otto settimane (Pd-103) e sedici settimane (I-125)
successive all'impianto
Il paziente deve limitare la permanenza, a distanza di un metro,
a meno di venti ore alla settimana. Nessuno dei familiari dovra'
pertanto dormire la notte a fianco del paziente.
Trascorse le otto-sedici settimane dall'impianto
Nessuna limitazione
Frequentazione di bambini, adolescenti
(eta' inferiore a 18 anni) e donne in gravidanza
Durante le otto-sedici settimane dall'impianto
Il paziente deve limitare la permanenza, a distanza di un metro,
a meno di 2 ore alla settimana
Trascorse le otto-sedici settimane dall'impianto
Il paziente deve limitare la permanenza, a distanza di un metro,
a meno di 4 ore alla settimana
Trascorse le sedici-ventiquattro settimane dall'impianto
Nessuna limitazione
All'atto della dimissione dall'Ospedale, unitamente ad una copia
delle sovradescritte norme radioprotezionistiche, il paziente
ricevera' una scheda
plastificata contenente tutte le informazioni relative all'impianto
ed i numeri telefonici cui rivolgersi in caso di emergenza.
Il paziente e' tenuto a portare sempre con se' tale documento
e a mostralo al personale sanitario che dovesse, per qualunque
motivo, prestare assistenza nei suoi confronti.
Non contenendo "semi " non sono radioattive ne' l'urina,
ne' le feci, ne' lo sperma.
Dopo l' impianto si puo' verificare eccezionalmente l'emissione
di "semi" con le urine, pertanto nei primi giorni e'consigliabile
urinare attraverso un filtro (un semplice colino); il paziente
dovra' contattare i medici del reparto per lo smaltimento della
sorgente radioattiva eventualmente espulsa.
I semi vengono impiantati nella prostata in modo permanente,
ma c'è la remota possibilità che un singolo seme possa fuoriuscire
durante l'attività sessuale. E' bene fare uso di un profilattico
durante le prime settimane dopo l'impianto.
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CONTROLLI:SCHEMA
DI FOLLOW-UP
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I pazienti, 3-5 settimane dopo l'impianto, vengono sottoposti
a TAC e/o a Risonanza Magnetica Nucleare della pelvi per valutare
la qualità del'impianto, ossia che tutta la prostata abbia
ricevuto una copertura dosimetrica (dose di radiazione) adeguata.
La moderna tecnica di impianto consente un controllo di qualita'
in tempo reale durante la procedura, pertanto una inadeguata
copertura dosimetrica costituisce un' eventualita' sporadica.
Qualora venga evidenziata una insufficiente qualita' dell'impianto,
il trattamento dovra' essere completato con il posizionamento
di ulteriori "semi" nelle aree scoperte, oppure con un ciclo
di radioterapia esterna.
Inoltre, vengono eseguite una uroflussometria con valutazione
del residuo post minzione, una urinocoltura, il PSA ed una visita
andrologica (che comprende la compilazione del questionario
inerente la qualita' della funzione erettile IIEF-International
Index of Erectile Function).
Particolare cura viene posta alla qualita' di vita del paziente,
valutata mediante la compilazione del questionario sintomatologico
inerente la minzione IPSS-International Prostate
Symptom Score e del questionario inerente la qualita' della
vita, specifico per pazienti affetti da carcinoma prostatico,
FACT-P
Successivamente i pazienti vengono monitorati con l'esame del
PSA ogni 3-4 mesi per il primo anno dopo l'impianto ed
in seguito ogni 6 mesi.
Nei primi 2 anni dall'impianto si possono registrare delle
oscillazioni dei valori del PSA che non rivestono significato
patologico.
Sono considerati possibili indici di fallimento del trattamento
i seguenti riscontri:
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PSA superiore a 0.3 ng/ml dopo 24
mesi dall'impianto
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3 consecutivi rialzi del valore del
PSA
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Lo Specialista potra' consigliare l'esecuzione
di una scintigrafia ossea e di agobiopsie prostatiche
ecoguidate oltre ad una eventuale TAC dell'addome.
Nel caso tali accertamenti dovessero mettere
in evidenza una recidiva di malattia a livello prostatico,
ci sono diverse opzioni terapeutiche: l'intervento
chirurgico di asportazione della prostata (prostatectomia
radicale), la terapia ormonale (blocco androgenico)
o trattamenti ancora in fase sperimentale quali la criochirurgia
o la termoterapia.
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